Il progetto La transizione equa della mobilità post-Covid, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) nell’ambito del Fondo per la ricerca in campo economico e sociale (FRES), si inserisce nel dibattito internazionale sulla transport poverty e sui principi delle tre “A”: Accessibility, Availability e Affordability. Queste tre dimensioni rappresentano la chiave per comprendere quanto le persone possano realmente spostarsi e accedere alle opportunità quotidiane. Accessibility riguarda la possibilità di raggiungere servizi e luoghi essenziali; Availability la presenza e la qualità delle alternative di trasporto; Affordability il peso economico che la mobilità esercita sui bilanci delle famiglie. Quando una o più di queste condizioni vengono meno, la mobilità diventa un fattore di disuguaglianza, generando vulnerabilità sociale e territoriale, soprattutto nelle aree periferiche o a bassa densità.
La ricerca analizza il fenomeno della vulnerabilità alla povertà dei trasporti nelle Aree interne e Intermedie delle aree territoriali con minor grado di sviluppo. A tale scopo, verranno raccolti dati sulla mobilità quotidiana delle persone tramite una Smart Survey – un’indagine a carattere innovativo che combina un approccio campionario con il tracciamento GPS su smartphone – e una valutazione geospaziale dell’accessibilità tramite GIS e dataset stradali aperti. L’analisi della povertà dei trasporti è condotta nelle aree del paese dove: a) sono meno indagate le trasformazioni della mobilità post-pandemia; b) è più alta la dipendenza dall’auto; c) si manifesta una maggiore vulnerabilità agli impatti distributivi regressivi di alcune delle principali misure per la transizione verde dei trasporti. L’esito finale della ricerca è la messa a punto di raccomandazioni a carattere operativo per le politiche pubbliche, sia a livello nazionale che locale, per una transizione equa della mobilità.

